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    Home»Cronaca»L’amministrazione risponde sul caso Gaia S.p.a.
    Cronaca

    L’amministrazione risponde sul caso Gaia S.p.a.

    Alessio ProfettiBy Alessio ProfettiOttobre 21, 2016Nessun commento4 Mins Read
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    Dopo l’inserimento nello statuto comunale del principio di tutela dell’acqua pubblica, in previsione dell’incontro che dovrebbe coinvolgere Autorità Idrica Toscana, Amministrazione Comunale, Gaia e i  Comitati, riteniamo opportuno precisare alcuni punti per noi rilevanti. Gaia è una società pubblica, i cui azionisti sono i Comuni e, dunque, i cittadini; si tratta del solo caso in tutta la Toscana dove non è presente il socio privato. Pensiamo che questa natura pubblica sia un valore da difendere per almeno due  fondamentali ragioni: l’acqua è un bene pubblico e la gestione del servizio idrico  è un monopolio naturale. Non è giusto, a nostro avviso, consentire che si realizzino profitti su un servizio che possiede queste caratteristiche. In quest’ottica, non si può chiedere ai sindaci di svalorizzare, di indebolire un patrimonio dei cittadini, come nel caso di Gaia, proponendo impossibili uscite da una società pubblica perché il rischio più evidente e più immediato di tale indebolimento può essere quello di favorire l’ingresso di un socio privato a prezzi stracciati. Gli sforzi da fare semmai sono altri: 1) e’ indispensabile continuare nella razionalizzazione, già avviata, della società pubblica Gaia per dimostrare che proprio un’azienda pubblica può divenire un modello virtuoso, in grado di lavorare per migliorare e rendere più eque le fasce d’utenza, avendo sempre chiaro al tempo stesso che l’acqua è un bene raro e dunque non deve in alcun modo essere sprecata. Il confronto intrapreso dalla Società con gli utenti, con le Associazioni dei consumatori e con i Comitati deve dunque proseguire e approfondirsi per far emergere le proposte necessarie a renderla, appunto, un modello. Noi pensiamo che le condizioni ci siano tutte e gli atti del Consiglio d’Amministrazione si muovono in tale direzione, sia sul versante della riduzione delle tariffe e degli oneri accessori, sia sul piano della ripresa degli investimenti necessari per garantire una qualità dell’acqua eccellente, assicurando altersì i livelli occupazionali. Quindi, lavoriamoci; noi come amministrazioni siano a disposizione. 2) Il completamento delle reti fognarie, il potenziamento degli impianti di depurazione, la sostituzione delle infrastrutture che sono arrivate alla fine della loro vita utile, il potenziamento delle fonti di approvvigionamento per far fronte ai cambiamenti climatici, formano il volume degli investimenti necessari  ad assicurare  qualità e sicurezza del  servizio agli utenti. Non è pensabile però realizzare questa mole di investimenti necessari e neppure compiere le opere di manutenzione straordinaria degli impianti soltanto con la tariffa; immaginare che il principio secondo cui la tariffa deve coprire tutti i costi e gli investimenti, in presenza di acquedotti e di impianti oramai largamente obsoleti, è davvero arduo. Per abbattere le tariffe e garantire la qualità del servizio occorre quindi che una parte importante degli investimenti si sposti dalla tariffa alla fiscalità generale, rispetto alla quale, peraltro, è assai più facile applicare il principio della progressività.  3) in merito all’organizzazione dell’Autorità Idrica Toscana, è opportuno un approfondimento circa la sua reale funzionalità; pare sempre più evidente infatti che l’esistenza di  una sola Autorità regolatrice per tutta la Toscana non sia la formula in grado di dare risposte efficaci rispetto ad un quadro in cui esistono gestori pubblici e gestori misti, così come una dimensione così estesa dell’ente regolatore può scontrarsi con le caratteristiche dei diversi bacini idrografici. Ciò non ha a che fare con la gestione dell’Autorità che ha svolto bene i suoi compiti ma si lega alle evidenti disomogeneità esistenti fra i vari territori che, in presenza di un solo ente, potrebbero portare a rallentamenti nell’azione regolatrice piuttosto che a semplificazioni. Sarebbe opportuno avviare una discussione per valutare l’opportunità di riportare l’Autorità Idrica alle dimensione delle attuali Conferenze territoriali per legare regolazione, indirizzo e gestione alla fisionomia dei territori.

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    Alessio Profetti

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