Leggo con non poca curiosità, l' intervista da Lei rilasciata al giornale La Nazione di Massa in data 07.02.2010, con la quale, conferma la non idoneità dell' impianto di cremazione del cimitero di Mirteto e quindi la necessità di doverlo adeguare alla normativa vigente, naturalmente in tema di inquinamento atmosferico.
Infatti, da quello che ho appreso dalle sue dichiarazioni, l' Arpat che è organo di controllo delle emissioni dei fumi dei camini del forno crematorio, allo stato attuale dell' impianto, non è in grado di effettuare prelievi e quindi di analizzare le sostanze emesse e accertarne l' eventuale regolarità o meno.
Ho capito, invece, che tutti siamo in attesa dell' esito degli esami effettuati al momento del collaudo direttamente dalla ditta che gestisce l' impianto è ciò, francamente, pur non volendo mettere in discussione la professionalità e la serietà della stessa, mi pare cosa alquanto singolare, proprio per il conflitto di interessi che ne deriva, per il fatto di essere in questo caso controllori di se stessi.
E questo fatto, non può che preoccuparci ulteriormente e soprattutto non tranquillizza la popolazione che vive nelle vicinanze del forno, che attualmente continua ad essere funzionante per circa dieci ore al giorno, emettendo nell' aria fumi di colore grigio scuro e non essendo neanche dotato di un dispositivo di sicurezza per filtrare le emissioni ed eliminare le sostanze tossiche.
Credo, che, nella situazione in cui si trova attualmente il forno e nella impossibilità da parte dell' Arpat di effettuare le analisi, abbiamo il dovere di intervenire, ognuno per le sue competenze, per garantire la salute ai cittadini e nel dubbio, ritengo sia necessario e doveroso chiudere l' impianto, ordinando l' immediato adeguamento alla normativa e quindi la messa in sicurezza per quanto riguarda il rischio di inquinamento atmosferico.
In caso contrario, se l' impianto, nonostante la mancanza di analisi prodotte dall' Arpat o comunque da un soggetto non direttamente interessato o coinvolto nell' attività del forno crematorio, dovesse continuare a funzionare, il sottoscritto, in qualità di consigliere del Comune proprietario dell' impianto stesso, esporrà i fatti alla locale magistratura e al Comando dei Carabinieri per la tutela dell' ambiente ( nucleo operativo ecologico) denunciando tutti gli organi competenti e i vari responsabili per ipotesi di grave inquinamento e attentato alla vita dei cittadini. Rimango in attesa di suo celere riscontro.
Massa, li 09.02.2010
IL CONSIGLIERE COMUNALE
STEFANO BENEDETTI