Testata Giornalistica - Registrazione Tribunale di Massa N°1/2009 del 20 Marzo - Direttore Responsabile: Alessandro Amorese
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Massa/Carcere/"Non si può negare il diritto allo studio". Presentazione di una interpellanza dell'on. Fabio Evangelisti (IdV) ai ministri della giustizia e della pubblica istruzione.
Martedì, 01 Settembre 2009 - 21:28
"Se non ora, quando? Occorre intervenire con urgenza e determinazione nel più breve tempo possibile e con idee chiare sul da farsi - afferma in una nota Fabio Evangelisti (Idv) - rispetto alla drammaticità della situazione del sistema detentivo italiano per evitare il rischio di eventuali proteste, quando non rivolte, dei detenuti sempre più stipati affinché vengano garantiti i livelli minimi di rispetto della propria dignità in quanto essere umani.
"Quello che, in quanto parlamentari appartenenti a ogni schieramento politico, abbiamo potuto constatare, aderendo alla lodevole iniziativa del movimento Radicali Italiani "Ferragosto in carcere", - prosegue Evangelisti - è il totale fallimento dello spirito contenuto nell'art. 27 della Costituzione, che va in direzione opposta a quella che dovrebbe definirsi una società civile.
"Nella lettera che i detenuti del carcere di Massa, che ho avuto modo di visitare dopo Sollicciano e Solliccianino, mi hanno consegnato si evince drammaticamente il bisogno disperato di voler far parte di una comunità che invece vorrebbe, come si suol dire, buttare la chiave.
"In questo senso - conclude Evangelisti - non si capisce come (e questo è l'oggetto dell' interpellanza di cui preannuncio la presentazione all'apertura dei lavori parlamentari), si possa predisporre la chiusura della scuola media del carcere di Massa vista la sospensione dell'incarico a tre insegnanti in questo istituto penitenziario e l'assenza di comunicazioni relative all'attivazione dei corsi scolastici carcerari. Stiamo parlando di diritto allo studio, indicato tra gli elementi costitutivi del trattamento rieducativo, tutt'altro che secondario, in ossequio appunto del dettato costituzionale. I detenuti, come scrivono nella loro lettera, non chiedono la luna ma il rispetto minimo della dignità e degli affetti."
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